PERCHÉ A LAMPEDUSA

Essere una #Parlamentare.

Il ruolo di un Parlamentare si compone di tanti pezzi.

Dobbiamo studiare per capire di che leggi abbia bisogno il Paese e in che modo sia possibile lavorare sulle leggi che già ci sono – o che vengono discusse – per renderle migliori e più giuste.

Dobbiamo mantenere un dialogo con le persone che rappresentiamo, per vedere il più presto possibile eventuali problemi e cercare di fare quello che è nelle nostre facoltà per risolverli prima che diventino più grandi.

E dobbiamo cercare, in Parlamento e fuori, di combattere per i nostri valori, quei valori che condividiamo con chi ci ha eletto e che abbiamo promesso di onorare.

Essere a #Lampedusa.

I giorni scorsi ho deciso di essere fisicamente a Lampedusa. Altri miei colleghi erano con i lavoratori di Mercatone Uno, altri erano in aula a cercare di limitare i danni di questa maggioranza rovinosa. Io ero con il corpo, oltre che con la mente e con il cuore, in quell’isoletta dove, anche se nessuno lo dice, continuano a sbarcare migranti e dove oggi Carola Rackete ha deciso di far attraccare la SeaWatch.

Ho deciso di essere lì per rendermi conto in prima persona di cosa accada sul confine della mia Europa. E perché a volte è importante esserci, in sé, indipendentemente da quello che si può ottenere. Da personaggio pubblico e da Parlamentare lo è ancora di più.

È su quell’isola che si giocano la nostra identità e il nostro futuro. Chiederci con chi stiamo – se con 42 migranti feriti tratti in salvo su una nave o con chi urlava alla capitana Rackete “vogliamo vedere le manette”, come se fossimo ancora ai tempi della pubblica gogna – significa chiederci che società vogliamo essere e diventare.

Io non ho dubbi❗

E a chi sostiene che il PD si sia reso corresponsabile di un reato dico che la disobbedienza civile di Carola verrà giudicata e si vedrà se le minacce di Salvini troveranno conferma in un tribunale, ma non esiste un metro per misurare l’inutile crudeltà di chi, nonostante fossero già stati raggiunti accordi europei, ha scelto cinicamente, in una assurda prova di forza, di non far scendere dalla nave più di quaranta persone ormai sfinite dalla violenza e dal viaggio.