Mi batterò per

 

Le mie idee e il mio impegno per le famiglie italiane all’estero:

 

Aiuto alle famiglie italiane per l’inserimento scolastico dei figli, con offerte mirate per l’apprendimento dell’italiano e della lingua del paese di residenza.
Potenziamento dei corsi di lingua e cultura italiane all’estero: ne servono di più e le famiglie devono essere informate.
Più scuole bilingui in Europa.
Organizzazione di scambi e gemellaggi tra l’Italia e gli altri paesi (ambito scolastico, universitario, professionale).
Più diritti per tutti i bambini.

 

 

Europa!

 

Queste le mie proposte sull’Europa:

 Aumento degli accordi bilaterali per una semplificazione della burocrazia.
 Percorsi agevolati per il riconoscimento dei titoli di studio.
 Potenziare gli scambi in ambito scolastico, universitario e professionale.

 

 

 

Più servizi per gli italiani all’estero: mi impegnerò per questo!

 

Ecco le cose a cui tengo:

Migliorare i servizi consolari, rendendoli più efficienti e rispondenti ai bisogni degli utenti.
Sostenere chi vive da una vita all’estero: pensioni, ritorno in Italia, etc.
Riformare l’AIRE e la rappresentanza italiana all’estero.
Vivere l’Europa come casa comune, anche grazie a percorsi facilitati nel riconoscimento dei 
titoli di studio, semplificazioni burocratiche, più accordi tra i paesi.

 

Mi batterò contro il lavoro irregolare.

 

Migliaia di Italiani in Europa vengono sfruttati nei settori della ristorazione, delle pulizie e delle costruzioni.
I problemi più frequenti:
-buste paga irregolari 
-ferie non pagate
-licenziamenti senza preavviso

Propongo la discussione di un protocollo d’intesa tra il Governo italiano e i patronati italiani per costituire sportelli appositi, dislocati nelle principali città europee, per supportare chi si trova in una condizione di lavoro irregolare.

 

Mi batterò per l’introduzione del salario minimo.

 

Mi ricordo bene che cosa è successo in Germania quando la SPD lo ha proposto: sembrava che per colpa del salario minimo la Germania sarebbe andata in crisi, che sarebbe stata la fine del mondo.

Oggi, 3 anni dopo, sappiamo che non è andata così. L’introduzione del salario minimo non solo non ha danneggiato l’economia tedesca, ma ha anzi rappresentato un’utilissima barriera a difesa dei lavoratori, e un prezioso strumento per combattere molte forme di sfruttamento. Si sta già parlando di aumentarlo!

Ecco un esempio di buona pratica che, dalla Germania, può adesso sbarcare finalmente anche in Italia, grazie all’impegno del Partito Democratico. Mi impegnerò personalmente per questo.

 

Inoltre ecco tutti i temi del PD all’estero

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