ECOBONUS: GLI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO POSSONO USUFRUIRE DELLE DETRAZIONI?

DIRITTI / FISCO – La legge di Bilancio per il 2019 ha prorogato le detrazioni fiscali (ecobonus) – introdotte dai governi di centro sinistra – a favore di coloro i quali effettuano interventi di riqualificazione energetica sui loro immobili di proprietà in Italia.

In pratica parte delle somme spese possono essere recuperate con detrazioni fiscali sul proprio reddito imponibile.

 La legge stabilisce inoltre che coloro i quali non pagano le tasse (l’Irpef) per le più svariate ragioni (no tax area – incapienti) possono comunque usufruire dello sconto fiscale “cedendo” le detrazioni alle quali avrebbero avuto diritto a tutta una serie di soggetti, compresi le ditte esecutrice dei lavori o gli istituti di credito.

Sono migliaia i cittadini italiani residenti all’estero che potrebbero essere interessati ad effettuare lavori di risparmio energetico sulle loro case.

Il MAECI e l’Agenzia delle Entrate non hanno mai chiarito se i cittadini italiani residenti all’estero i quali non pagano le tasse in Italia  (c’è chi non le paga perché non produce reddito in Italia ma c’è anche chi non le paga perché il reddito prodotto in Italia è esentasse in virtù di una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali o perché il reddito è così basso – sotto gli 8.000 euro – che rientra nella “no tax area”, quasi tutti i pensionati Inps in convenzione) – e quindi non possono usufruire delle detrazioni fiscali – possono invece anche loro, come gli italiani residenti in Italia, avvalersi del sistema della cessione del credito.

In considerazione del fatto che il provvedimento potrebbe interessare migliaia di iscritti all’AIRE che vogliono effettuare lavori di riqualificazione energetica sulla loro casa in Italia, assieme al collega Ungaro, ho presentato un’interrogazione al Ministro Tria per arrivare ad una chiara interpretazione normativa.