DOPO LE EUROPEE I 5STELLE ALL’ATTACCO DELLA LEGGE SUL VOTO ALL’ESTERO

Dopo essere andati in catalessi sul taglio dei parlamentari della circoscrizione Estero, sulla diminuzione dei fondi per i COMITES e il CGIE e sul mancato prolungamento del Fondo per la lingua e la cultura italiana all’estero, i deputati 5Stelle si sono finalmente risvegliati e hanno riacquistato la voce. Naturalmente per criticare gli italiani all’estero.

Sotto i loro strali, questa volta è finita la bassa partecipazione al voto europeo dei connazionali all’estero. Dimenticando, naturalmente, con pentastellata disinvoltura, che nonostante il dimezzamento dei seggi disponibili (determinato dalla riduzione dei fondi della loro Legge di Bilancio 2019) e la conseguente crescita delle difficoltà a votare, la partecipazione è invece aumentata di due punti percentuali. Dimenticando, ancora, che nel computo dei votanti non sono compresi quelli – non pochi – che hanno fatto l’opzione di votare per le liste e i candidati locali.

Insomma, un pretesto. Buono per invocare la riforma del voto all’estero e per giustificare l’annuncio della richiesta al governo di esprimere il suo orientamento su tale revisione. Considerando ciò che è appena accaduto sul taglio dei parlamentari, verrebbe da dire: “Si salvi chi può!”. Dal momento che non ci si limita a proporre, cosa legittima, il ricorso al voto elettronico, ma si richiede la revisione generale della legge sul voto per corrispondenza, dove vi è anche, non lo si dimentichi, l’assetto delle ripartizioni elettorali.

Il PD, per evitare che si possa pescare nel torbido e, partendo da un dito, prendersi l’intera mano, la sua proposta di riforma della 459/2001 l’ha presentata da tempo con la prima firma del suo capogruppo nella commissione affari costituzionali. Lo stesso ha fatto al Senato. La proposta, dunque, è lì: chiara, esplicita ed aperta al confronto. Le forze di governo, invece, a che mirano?

Tira una brutta aria per gli italiani all’estero. Ormai l’hanno capito tutti. I COMITES, il CGIE, il mondo associativo e i nostri connazionali più partecipi sono avvertiti. È tempo di stringere le fila e di essere sempre più decisi nel difendere le nostre prerogative. Le prerogative di cittadini di pieno diritto, com’è scritto nella Costituzione italiana. La stessa Costituzione che tra pochi giorni, in occasione della Festa della Repubblica, riceverà molte frasi di circostanza ma che essere onorata invece non retoricamente ma con impegni sostanziali.