DECRETO SICUREZZA BIS: ANCORA UN VOTO DI FIDUCIA.

DIRITTI – IMPOSSIBILE EMENDARE IL TESTO SU MATERIE SENSIBILI PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO. PER LE TARGHE ESTERE IL MIO IMPEGNO CONTINUA NELL’AMBITO DEL PROVVEDIMENTO SUL CODICE DELLA STRADA.

La maggioranza e il governo, al solito, si sono chiusi a riccio rispetto alla possibilità di correggere l’ignobile decreto sicurezza bis per cercare di attenuarne le misure più odiose e, nello stesso tempo, per risolvere alcuni danni provocati dal primo decreto sicurezza. Tra questi ultimi, ricordo, la questione della difficile attestazione del possesso della lingua italiana a livello B1 per chi fa richiesta di cittadinanza, anche per matrimonio, il raddoppio dei tempi di trattamento delle pratiche di cittadinanza e le inenarrabili complicazioni in materia di circolazione automobilistica a carico dei familiari  residenti in Italia iscritti all’AIRE, degli stagionali e dei lavoratori frontalieri.

Come deputati PD eletti all’estero abbiamo puntualmente cercato di chiarire e modificare queste situazioni abnormi con emendamenti mirati, ma la maggioranza e il governo hanno fatto ricorso allo scudo della inammissibilità lasciando tutto come era e, di conseguenza, i cittadini interessati nei guai e nell’incertezza.

Per quanto riguarda, in particolare, le questioni poste dal mio emendamento in materia di targhe estere, questioni sulle quali sono ripetutamente intervenuta in ambito parlamentare, ho deciso di concentrare tutti gli sforzi per superare le incongruenze delle norme volute dal governo nel provvedimento riguardante il codice della strada, tuttora all’esame della Camera. 

Concludendo, anche se le prime indicazioni non sono incoraggianti, spero sempre che la maggioranza possa rinsavire, superando misure che finora si sono dimostrate soltanto nocive e punitive per i diretti interessati.