DAL 3 GIUGNO I CITTADINI AIRE IN EUROPA POTRANNO RIENTRARE. RISULTATO DI UN IMPEGNO COMUNE

Dal 3 giugno l’Italia riapre le frontiere ai cittadini dei Paesi dell’Unione europea, dell’area Schengen compresi Svizzera e Monaco.
È un passo importante che si inquadra in un allentamento delle restrizioni in ambito europeo e che tiene conto dell’esigenza di evitare che la mobilità sia affrontata solo con accordi bilaterali.

Questa decisione ci fa piacere perché permetterà a tanti connazionali iscritti all’AIRE di rientrare e di ricongiungersi ai propri affetti. Ed è un segnale di speranza per il nostro Paese che vuole incamminarsi verso un percorso di ripresa.

L’esigenza di allentare le restrizioni, permettendo ai cittadini italiani iscritti all’AIRE di rientrare, è stata al centro dell’iniziativa politica di tutti i parlamentari eletti all’estero, indipendentemente dal proprio schieramento di appartenenza.

Peccato che ancora una volta sia affiorato il costume politico, oso dire molto italiano, della personalizzazione dell’iniziativa parlamentare anche quando si tratta, come in questo caso, di temi di interesse comune.

Purtroppo, anche di fronte ad una drammatica emergenza sanitaria, tale decisione, per strada, si è miseramente trasformata nella vittoria dell’uno o dell’altro, di un partito piuttosto che di un altro.

Forse, noi eletti all’estero, dovremmo far tesoro delle migliori stagioni della politica italiana e ricordare che i grandi traguardi si sono raggiunti lavorando insieme.
In questo caso, è onesto ricordare che tutti e 3 gli ordini del giorno, peraltro identici, sono stati accolti dal governo. Per questo sarebbe stato bello leggere: i parlamentari esteri raggiungono insieme un obiettivo importante!

Per quanto mi riguarda, ho preferito comportarmi diversamente.

Forse perché le donne spesso sono portatrici di un metodo diverso, più concreto, più indirizzato al bene comune.
Tra l’altro, io e le colleghe Elisa Siragusa e Francesca La Marca, abbiamo dato sviluppo a quell’impegno scrivendo direttamente al Ministro della Salute, Roberto Speranza, e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché considerassero le richieste degli iscritti AIRE.

Comunque, chi avrà la necessità di tornare, potrà farlo: questa è la cosa più importante. Abbiamo lavorato per questo, tutti insieme.
Per quanto mi riguarda, è un’ulteriore prova che il Partito Democratico agisce da forza responsabile e lavora per il bene del paese e per i diritti dei cittadini.

L’Italia riaprirà al mondo.
È un messaggio di speranza e un augurio di ripresa che, comunque, non attenua il bisogno di comportamenti responsabili.

Il Covid-19 è una brutta storia che non si vince con la propaganda.