A LAMPEDUSA PER UN ATTO DI UMANITÀ

E PER ESERCITARE LE NOSTRE PREROGATIVE COSTITUZIONALI. 42 PERSONE UTILIZZATE PER FINI DI PROPAGANDA. 

“Sono qui con una delegazione di parlamentari del PD per dare il nostro sostegno alle persone a bordo della Sea Watch, stremate nel corpo e nella mente da una lunga permanenza in mare. Alcuni nostri compagni sono a bordo e ci resteranno finché tutti i profughi non saranno sicuri a terra”. 

“Siamo qui come parlamentari per esercitare pienamente i poteri ispettivi che la Costituzione ci attribuisce, verificare le condizioni dei naufraghi e vigilare sul rispetto dei diritti umani. Che dire delle parole del Ministro Salvini, successivamente smentite (i deputati saliti a bordo della Sea Watch 3 “vanno arrestati”)? Il ministro, in ogni caso, non ha potuto trattenersi e, con la sua nota finezza, ci ha augurato “buona gita a Lampedusa”. 

“Il Presidente del nostro gruppo alla Camera, Graziano Delrio è a bordo della nave e ci dice che la situazione è insostenibile. Noi pensiamo che non far scendere queste 40 persone sia un atto di inutile crudeltà. Abbiamo appreso che Francia, Germania, Lussemburgo e Portogallo sono pronti ad accogliere i naufraghi a bordo, ma che la ridistribuzione tra gli Stati membri Ue ‘può essere messo in atto solo se e quando lo sbarco sarà permesso’, come ha detto la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud.

Intanto la Capitana Carola Rackete è indagata per favoreggiamento e violazione del codice della navigazione dalla procura di Agrigento, anche in seguito all’applicazione del Decreto Sicurezza bis. Noi ci aspettiamo dal governo un atto di umanità e di responsabilità.

La Capitana della Sea Watch 3, Carola Rackete

Con la delegazione del Partito Democratico a terra abbiamo appena visitato l’hot spot di Lampedusa, un centro che ha ricevuto nel solo mese di giugno oltre 500 arrivi. Attualmente sono presenti 116 migranti (la capienza è per 90-95 persone) di cui 66 in partenza oggi stesso. 

I porti evidentemente non sono chiusi, i flussi continuano, l’Italia deve ripensare le sue politiche migratorie e l’Europa non deve girarsi dall’altra parte”.