LA MIA INTERPELLANZA URGENTE: SERVIZI CONSOLARI, SCUOLA, REFERENDUM

(Illustrazione, Risposta e Replica) – Interpellanza urgente in materia di iniziative per garantire l’erogazione dei servizi essenziali delle sedi diplomatico-consolari nell’attuale fase di emergenza sanitaria – n. 2-00915

ANGELA SCHIRO’ (PD). Illustrazione dell’Interpellanza.

Signora Presidente, sottosegretario, colleghi – adesso ce ne sono pochi –, in molte circoscrizioni consolari sono già arrivati i plichi contenenti le schede che consentiranno ad oltre 4 milioni e 600 mila elettori di esprimere il loro voto sul referendum confermativo, riguardante la legge che riduce il numero dei parlamentari.

In diversi luoghi dunque, per il particolare meccanismo previsto dalla legge n. 459 del 2001 sul voto per corrispondenza e dalle modifiche ad essa introdotte dal decreto-legge cosiddetto Agosto, si sta già votando. Tuttavia, anche se la pausa feriale ha impedito un più tempestivo esame di una mia interrogazione in materia, è doveroso che il Governo dia delle risposte ai quesiti che da diverse settimane sono stati sollevati da più parti: in particolare dal Consiglio generale degli italiani all’estero, in ordine alla possibilità di esercitare all’estero in modo informato e consapevole il diritto di voto e alla possibilità di superare le difficoltà operative insorte in alcune realtà a seguito appunto della particolare incidenza della pandemia.

Devo purtroppo rappresentare il mio disappunto sul modo parziale e tardivo con cui si è realizzata la campagna informativa istituzionale, che, lo ricordo, è prescritta dalla legge n. 459 del 2001: se non ci fosse stato l’attivismo dei rispettivi comitati in sostegno per il sì o per il no, in giro ci sarebbe stato ben poco.

Voglio dirlo con estrema chiarezza: con queste premesse, che nessuno si permetta all’indomani del risultato, a fronte di un eventuale limitata partecipazione al voto, di riprendere l’eterna polemica sulla validità del voto per corrispondenza o, addirittura, sull’opportunità del voto degli italiani all’estero, riaprendo il vecchio rigurgito di possibile mutilazione del sistema di partecipazione democratica previsto dalla Costituzione.

A questo elemento di natura organizzativa si aggiungono le specifiche ed alcuni casi di gravi difficoltà dovute all’agibilità dei servizi pubblici in alcuni Paesi colpiti duramente dal COVID-19. La situazione di alcune aree degli Stati Uniti è nota, ma le preoccupazioni maggiori vengono da alcune realtà del Sud America, dove il contagio veramente sta frenando la vita civile, in particolare in Brasile, dove si è aggiunto anche uno sciopero generale delle Poste. Si stima che soltanto il 50 per cento delle buste, ad oggi, siano state consegnate. Ciò comprometterà seriamente la riconsegna nei tempi stabiliti dalla legge dei voti espressi dagli italiani in Brasile. Sempre dal Brasile, sembra che alcuni consolati, nonostante lo sciopero, abbiano atteso l’ultimo giorno utile per la spedizione dei plichi, a differenza per esempio dell’Argentina, inviando con una media di una settimana di differenza i plichi elettorali rispetto ad altri Paesi della ripartizione America Meridionale. Da questo punto di vista, si assiste a sperequazioni sui tempi di partenza e su possibili disomogeneità di interpretazione delle disposizioni ministeriali in proposito.

Il MAECI ha tenuto conto di tutto questo? Si è riusciti, nonostante tutto, a garantire non solo una regolare spedizione, ma anche una ragionevole sicurezza di recapito dei plichi da consegnare agli elettori e del ritorno presso i consolati delle buste con le schede votate entro le date prestabilite? So che è un impegno complesso e difficile, tanto più che una ventina delle nostre sedi diplomatiche e consolari hanno subìto direttamente il contagio, nelle persone di alcuni addetti ai servizi e, di conseguenza, sono state chiuse.

Mentre esprimo, a nome di tutti gli eletti all’estero e a nome del mio gruppo di appartenenza, solidarietà e riconoscenza per i lavoratori che sono stati vittime di contagio nell’esercizio delle loro funzioni, insisto sull’esigenza che sia fatto il tutto possibile per limitare al massimo i danni per i nostri connazionali che, a loro volta, non vivono in una condizione di maggiore tranquillità, anzi hanno visto crescere le loro difficoltà nell’ottenere i servizi essenziali da parte delle strutture preposte.

Qualche giorno fa, un noto giornale titolava: “Esistono ancora gli italiani all’estero?”. Anche se non sempre ricevono dall’istituzione e dall’opinione pubblica un’attenzione adeguata, non solo esistono, ma, continuo a dirlo in quest’Aula, per la nostra Costituzione sono cittadini a tutti gli effetti, con eguali prerogative rispetto agli altri. Ecco perché è doveroso che il Governo dimostri di avere consapevolezza delle situazioni aperte e di operare concretamente per evitare che le obiettive difficoltà degli ultimi mesi diventino ulteriori remore nell’esercizio di alcuni loro fondamentali diritti. Sono in gioco, infatti, diritti primari di cittadinanza, come quello di esprimere il proprio voto in una consultazione di rilevanza costituzionale o di ottenere dallo Stato i servizi che ad ogni cittadino sono riconosciuti.

La mia interpellanza, in effetti, va oltre la questione del voto e richiama altre due situazioni che sono meno occasionali e sicuramente però anche più sentite da parte delle nostre comunità: la prima è quella dell’accesso ai servizi resi ai nostri connazionali e della fluidità della loro erogazione, già problematica prima della fase della pandemia.

A seguito delle misure adottate, l’accesso reale, e spesso anche virtuale, ad alcuni consolati è diventato estremamente difficile e le tempistiche di risposta e di risoluzione delle pratiche spesso sono incompatibili con le necessità reali degli utenti e con le scadenze che non sono più procrastinabili. Faccio un caso per tutti, appena oggi portato alla mia attenzione: un connazionale di Lione, che ha fatto la richiesta del rinnovo del passaporto, si è visto fissare l’appuntamento per maggio 2021: stiamo parlando del passaporto, di uno strumento indispensabile nella vita di tutti i giorni e per la mobilità.

Vorrei che fosse chiaro che queste cose non le dico solo per dare voce a un disagio diffuso, pur senza indulgere a uno spirito di protesta che faccia mettersi in moto soprattutto quando mancano informazioni adeguate, ma, vivendo all’estero, per rendere tutti noi consapevoli che si sta sviluppando, tra molti connazionali che sono quotidianamente alle prese con difficoltà di rapporti con la nostra amministrazione, un atteggiamento di delusione e di distacco verso le istituzioni italiane e le sue strutture presenti oltre i confini.

E questo proprio mentre il numero degli espatriati tende costantemente ad aumentare; e l’Italia, per la crisi in cui è caduta a causa della pandemia, ha bisogno più che mai del supporto consapevole di tutte le forze di cui dispone nello scenario globale, ad iniziare dai suoi cittadini all’estero.

Mi aspetto, dunque, che il Governo non dia risposte rituali a questa esigenza, ma si ponga con responsabilità il compito di superare al più presto, anche con uno sforzo straordinario, come sta facendo in altri settori della società e dell’economia, la situazione che si è venuta a determinare.

Tra queste risposte, la mia interpellanza si sofferma su un elemento che non credo si possa eludere: per compensare, almeno in parte, la strutturale carenza di personale nelle nostre sedi diplomatiche e velocizzare le procedure, servendosi degli strumenti telematici più attuali, è in corso un programma di progressiva informatizzazione dei servizi della nostra rete, che rappresenta certo un passaggio obbligato per lo sviluppo, in prospettiva di un più moderno sistema di servizi. Non è il caso, però, come i fatti degli ultimi anni hanno dimostrato, di attribuire effetti miracolistici a questa progressiva sostituzione dei servizi in presenza. È, tuttavia, opportuno porsi un impegno di accelerazione e di più articolata applicazione del programma, proprio in conseguenza della severa lezione che il Coronavirus ci ha impartito. Insomma, non si può rispondere con scelte e cadenze ordinarie a situazioni straordinarie, talvolta drammatiche. Per cui credo che non si possa sfuggire alla necessità di riorientare sulle nuove e cresciute esigenze i programmi in corso e ricercare le opportune calibrature che la situazione impone.

Un altro punto di grande delicatezza riguarda l’esigenza di mettere al riparo dai guasti della pandemia un settore per noi strategico, qual è quello della promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Ho più volte insistito sull’assoluta necessità di prolungare e dotare di adeguate risorse il fondo quadriennale per il sostegno e la promozione della lingua e della cultura all’estero, che quest’anno scade.

Allo stesso tempo, ho presentato una proposta di legge mirante a reintegrare presso il MAECI il contingente che oggi è diviso tra due Ministeri e che ha il compito di preparare le graduatorie del personale da inviare all’estero e di procedere alla destinazione delle sedi estere. Oltre alla necessità strutturale di non ridurre drasticamente il livello delle risorse destinate al settore culturale degli ultimi anni, pena l’azzoppamento della promozione integrata del sistema Paese, del sistema Italia nel mondo, si è evidenziata l’opportunità di evitare che la contrazione delle ore di insegnamento a causa della pandemia non diventi un elemento di calcolo di finanziamenti futuri, mettendo a carico degli enti i danni del COVID. Allo stesso tempo, è indispensabile che i tempi di erogazione degli anticipi e dei saldi siano più adeguati alle esigenze di funzionamento dei soggetti in campo, che spesso se la devono vedere con le autorità scolastiche locali.

Se, come temo, non si coglierà l’occasione dell’approvazione del “decreto Semplificazioni” per superare la questione del contingente di personale che destina gli insegnanti all’estero, in modo che gli anni scolastici possano iniziare con regolarità, rispettando gli alunni e le loro famiglie e non compromettendo il buon nome dell’Italia rispetto all’opinione pubblica di altri Paesi, sarà necessario in ogni caso farlo al più presto, eventualmente anche avviando l’esame delle proposte di legge già presenti in Parlamento.

Concludendo, non è mai piacevole parlare di problemi aperti, di diritti di cittadinanza non pienamente riconosciuti, soprattutto per chi, come me, vivendo all’estero, fa della buona immagine dell’Italia una questione di status e riconoscimento, collettivo e individuale. Ma spero che risulti chiaro che, in un momento di così grave difficoltà, alle nostre istituzioni e, in particolare al Governo, non si chiedono concessioni e favori particolari, ma un impegno di riconoscimento di piena cittadinanza di milioni di persone, che oggi rappresentano più che mai un ponte indispensabile per un positivo e convincente rilancio del Paese sulla scena internazionale.

MANLIO DI STEFANO, Sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale. Risposta.

Ringrazio l’onorevole Schirò per questa interpellanza, che affronta diversi temi, tutti molto importanti. Quanto al primo punto, ovvero la tutela del personale in servizio nelle sedi diplomatico -consolari e la contemporanea necessità di continuare a erogare i servizi essenziali per i nostri connazionali all’estero, è necessario innanzitutto ricordare che la rete di ambasciate e consolati d’Italia è rimasta operativa con continuità, sin dall’inizio della crisi COVID -19, nel marzo scorso. Anche quando, in alcuni specifici casi, a seguito di positività accertata o sospetta al Coronavirus di personale in servizio, le strutture e le sedi sono state temporaneamente sgomberate e poi sanificate, ciò non ha mai comportato l’interruzione delle attività indifferibili e degli interventi prioritari e urgenti a favore dei connazionali, erogati assicurando la massima tutela della salute degli operatori consolari, nonché degli utenti che si recano nei consolati.

Come è noto, il decreto-legge Rilancio consente il lavoro in presenza negli uffici all’estero nei limiti previsti dalle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie locali per il contenimento della diffusione del COVID19. Anche in Paesi in cui la limitazione dei movimenti è molto marcata, a causa di disposizioni delle autorità locali, il personale della Farnesina all’estero ha comunque continuato, e continuerà, a fornire assistenza a tutti i connazionali all’estero, senza alcuna interruzione degli interventi emergenziali, organizzando l’attività lavorativa in modo flessibile è anche attraverso il lavoro da remoto. All’inizio dell’emergenza si è stabilito di ricevere il pubblico solo su appuntamento e previa valutazione delle ragioni di necessità ed urgenza e dell’essenzialità del servizio richiesto.

Allo stato attuale le sedi gestiscono in modo autonomo, modulando l’operatività a seconda delle condizioni locali, ma sempre garantendo il rispetto delle misure di distanziamento sociale, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali ed evitando assembramenti.

In relazione all’esercizio del voto all’estero per il prossimo referendum confermativo, si assicura che le disposizioni a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e le relative misure precauzionali saranno scrupolosamente applicate, nonostante il maggior impegno richiesto alle sedi all’estero in vista del voto. Istruzioni sono state fornite per ribadire che le operazioni elettorali che permetteranno agli italiani all’estero di esprimere il proprio voto vengano organizzate in modo compatibile con l’esigenza, assolutamente prioritaria e inderogabile, di evitare la diffusione del contagio e di tutelare la salute di tutti i lavoratori. Tanto i dipendenti dell’amministrazione centrale quanto quelli impiegati all’estero stanno lavorando alacremente, garantendo tutte le ore in presenza necessarie affinché sia assicurato il diritto al voto. Allo scopo di agevolare le operazioni elettorali all’estero nel difficile contesto epidemiologico attuale, sono state predisposte delle modifiche normative al testo della legge n. 459 del 2001 che regola il voto dei nostri connazionali all’estero, incorporate nel decreto-legge Semplificazione, attualmente in corso di conversione.

Il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha avviato un’ampia e capillare campagna informativa, anche attraverso il sito istituzionale della Farnesina e i suoi canali social, per illustrare le modalità di partecipazione al voto e le scadenze del calendario elettorale.

Fondamentale è anche il ruolo delle nostre rappresentanze diplomatico-consolari: ogni sede ha, infatti, curato la campagna informativa sui propri siti istituzionali, canali social e attraverso tutti i mezzi di informazione ritenuti localmente più opportuni, quali i giornali o i programmi televisivi e radiofonici.

Un ruolo informativo importante è anche svolto dai comitati degli italiani all’estero, dal Consiglio generale per gli italiani all’estero, nonché da tutte le realtà associative degli italiani nel mondo. Va infine ribadita l’importanza dello stesso plico elettorale che, come previsto dalla legislazione vigente, contiene tutto il materiale utile, incluso un foglio illustrativo con precise indicazioni riguardanti la corretta espressione del voto.

Venendo al quesito sulle attività di promozione della lingua e cultura italiana messe in campo dalla rete del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, sin dal mese di marzo, molti istituti italiani di cultura hanno proseguito in modalità telematica i corsi di lingua italiana che sono solitamente erogati in presenza, garantendo in tal modo la continuità dell’insegnamento per gli iscritti. Il Ministero, oltre a sostenere queste iniziative, sta lavorando con fondi messi a disposizione dal “decreto Cura Italia” alla realizzazione di una piattaforma online di e-learning destinata agli istituti italiani di cultura. Quanto alla promozione della cultura gli istituti hanno potuto avvalersi delle iniziative online promosse dal Ministero, tra cui: la campagna #WeAreItaly, che ha coinvolto 100 artisti; la rassegna “Fare Cinema”, fruibile in tutto il mondo su Rai Play; il programma “EstateALLitaliana”, realizzato in collaborazione con i principali festival estivi sul territorio nazionale. Si segnala inoltre il sostegno del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale al recente lancio del portale Newitalianbooks.com, per favorire l’internazionalizzazione del comparto editoriale italiano.

Con specifico riferimento all’ipotesi di riassegnazione dal Ministero dell’Istruzione al MAECI delle competenze relative alla selezione del personale da inviare all’estero, predisposizione e gestione delle relative graduatorie e destinazione all’estero del personale della scuola, si ricorda che proposte in tal senso, che si sostanzierebbero in alcune modifiche da apportare al decreto legislativo n. 64 del 2017, sono effettivamente state avanzate in occasione della conversione in legge del “decreto Semplificazione”, sotto forma di emendamenti parlamentari, poi dichiarati, però, inammissibili dall’Aula.

Il Governo è pronto a dialogare con il Parlamento per trovare le migliori soluzioni volte a garantire la più efficace gestione del personale della scuola all’estero.

Per quanto attiene al programma di digitalizzazione dei servizi della rete diplomatico-consolare, la pandemia in atto ha dato un’ulteriore spinta al processo in corso di dematerializzazione delle procedure e digitalizzazione dei servizi ai cittadini e ad imprese. Un ulteriore impulso in tale direzione potrà avvenire grazie alle risorse del Recovery Fund che ha tra le sue macro-priorità proprio la digitalizzazione. E anticipo che, nel pacchetto di proposte del Ministero degli Affari esteri proprio in tema di Recovery Fund, una grossa fetta delle proposte – poi andranno ovviamente accettate – è dedicata alla digitalizzazione dei servizi per gli italiani all’estero in modo proprio da sgravare i consolati del carico fisico di presenza e portare i servizi direttamente in mano ai cittadini italiani all’estero. Sono oltre venti i portali online e i programmi gestionali realizzati o rinnovati negli ultimi mesi o, attualmente in fase di rilascio. Si cita a titolo esemplificativo il nuovo portale InnoviItalia https://innovitalia.esteri.it, online dallo scorso primo luglio, che censisce i ricercatori italiani all’estero con l’obiettivo di metterli in contatto tra loro e con le imprese, le università, gli enti di ricerca e le istituzioni.

In merito ai servizi consolari, si segnala che lo scorso 15 luglio è stato pubblicato in una nuova veste grafica il portale FAST IT per il rilascio dei servizi consolari (anche con credenziali SPID), in conformità con le nuove linee guida dell’Agenzia per l’Italia digitale e di e-Government, con l’obiettivo di renderlo di più facile utilizzo per l’utenza. Entro il mese di ottobre sarà rilasciata un’ulteriore versione. Sono, inoltre, in fase di realizzazione sullo stesso portale – che, ad oggi, consente al connazionale di comunicare le variazioni di residenza – nuovi servizi: tra questi la possibilità di registrarsi al voto in vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei Comites, previste per il 2021.

Alle sedi consolari pilota di Vienna, Atene e Nizza – che lo scorso autunno hanno avviato il rilascio della carta d’identità elettronica agli italiani residenti nelle rispettive circoscrizioni – si sono aggiunte, nei mesi di giugno e luglio, anche Riga, Tallin, Vilnius, Bucarest e Nicosia. Nelle prossime settimane la sperimentazione partirà inoltre anche presso le nuove sedi consolari in Germania e in Lussemburgo. In questi uffici l’operatore consolare può direttamente interrogare l’Anagrafe nazionale della popolazione residente.

Si tratta pertanto di un significativo progresso a vantaggio di una più efficace gestione degli schedari consolari e di una maggiore efficienza del servizio reso al cittadino, anche nell’ottica del principio once only – la Pubblica Amministrazione chiede al cittadino i dati “una volta soltanto”; questo è un progetto che, con la ministra Dadone, stiamo cercando di applicare a tutte le forme di accesso agli atti da parte dei cittadini italiani –, in linea con le previsioni del Codice dell’amministrazione digitale e del Piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione. In vista dell’appuntamento referendario, è stato inoltre aggiornato il portale Voto all’estero in uso presso le sedi consolari al fine di guidarne il lavoro, supervisionarne ogni fase di attività e monitorarne spese e statistiche, con l’obiettivo di garantire, in maniera sempre più efficace, il diritto di voto dei connazionali all’estero e la recapitabilità dei plichi elettorali.

Gli applicativi usati dagli operatori consolari e relativi all’elenco elettori sono stati aggiornati in modo da realizzare una integrazione con la piattaforma dello schedario consolare (SIFC), realizzando pertanto un significativo snellimento del lavoro e una maggiore celerità di trattazione delle pratiche relative al voto. Sull’applicativo di gestione degli elenchi elettori sono state inoltre aggiunte alcune funzionalità, tra le quali l’utilizzo di un codice a barre per il tracciamento dei plichi elettorali non recapitati.

Il MAECI ha aderito alla piattaforma PagoPA per il pagamento dei servizi consolari online e, negli ultimi mesi, si sono avuti i contatti con il Ministero dell’Innovazione e della digitalizzazione al fine di testare il relativo Portale dei pagamenti, che sarà attivo presso le sedi pilota entro la fine dell’anno. Proseguono anche le attività relative all’aggiornamento della piattaforma Prenota Online, con la quale gli italiani residenti all’estero possono prenotare un appuntamento presso l’ufficio consolare di competenza.

La nuova piattaforma sarà disponibile in fase di test in alcune sedi pilota entro la fine dell’anno e prevede nuove funzionalità, tra le quali un sistema di gestione delle code e un più robusto sistema di autenticazione, in grado di superare le criticità presenti sull’applicativo esistente che gestisce già oltre 600 mila appuntamenti all’anno. Il sistema Funzionario itinerante consoli onorari consente ai titolari di uffici consolari onorari di acquisire i dati biometrici dei richiedenti passaporto e di caricarli telematicamente su un circuito protetto, per la successiva lavorazione da parte del competente ufficio di prima categoria. In ragione della positiva accoglienza di tale iniziative da parte degli italiani all’estero, si intenderebbe replicare il progetto anche per le pratiche di richiesta della carta d’identità elettronica. Con specifico riferimento al passaporto elettronico, insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e al Ministero dell’Interno sono stati adeguati infrastruttura e sistemi di rilascio secondo le nuove direttive ICAO con modifica degli algoritmi di cifratura, che ne hanno aumentato l’integrità e la sicurezza. Con l’imminente aggiudicazione da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato della gara europea relativa all’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture periferiche di emissione dei passaporti elettronici, sarà inoltre possibile nei prossimi mesi la sostituzione di tutti i dispositivi informatici presso la rete diplomatico-consolare atti alla lavorazione e al rilascio dei passaporti e il rinnovo dei servizi di assistenza.

Si segnala poi che è stato avviato il progetto di digitalizzazione degli archivi cartacei delle sedi consolari, in stretto contatto con l’Agenzia per l’Italia digitale, anche in vista della prossima pubblicazione delle nuove linee guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici. Nelle more di tale pubblicazione, alle sedi consolari sono stati inviate le prime istruzioni operative di processo e tecnologiche e numerose sedi hanno aderito all’iniziativa, inviando i propri progetti. Le prime sedi pilota potranno avviare le attività auspicabilmente entro la fine dell’anno. Partiranno inoltre, entro la fine di settembre, le attività relative alla personalizzazione di una piattaforma per la gestione documentale degli uffici della Farnesina, della rete diplomatico -consolare e degli istituti italiani di cultura. La nuova piattaforma consentirà una più efficace gestione del documento informatico e di protocollo, una migliore interoperabilità con altre pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo costante della dematerializzazione crescente e dello snellimento dei metodi di lavoro. Infine, è importante segnalare che, nel pieno della crisi pandemica, già ad inizio maggio, il Ministero degli Affari esteri, a seguito dell’applicazione di modalità flessibili di lavoro anche alle sedi estere, ha adottato un’apposita soluzione volta a consentire a circa venti grandi uffici diplomatico-consolati pilota – mediante la configurazione in VPN, di dispositivi dedicati – l’accesso da remoto agli applicativi ministeriali impiegati per lo svolgimento delle attività consolari, incluse quelle propedeutiche all’esercizio del diritto di voto in occasione del prossimo referendum costituzionale.

Nel frattempo, sono state individuate e sono in corso di test ulteriori soluzioni tecnologiche (“bolla protetta” e sistema di doppia autenticazione, per citarne un paio), che, nel garantire adeguati livelli di protezione informatica, consentano di ampliare l’accesso da remoto ad un maggior numero di sedi e di applicativi. L’impegno della Farnesina verso la digitalizzazione dei processi e dei servizi è reale e già concretamente misurabile nei risultati ottenuti. Continueremo in questa direzione – che rappresenta una priorità – al fine di migliorare i servizi a cittadini ed imprese, con ricadute positive per il sistema Paese. Per quanto riguarda un tema molto importante sollevato dall’onorevole Schirò all’inizio, ovvero la riconoscibilità di questi processi e la conoscenza di questi processi da parte dei cittadini italiani residenti all’estero, credo che vada condivisa anche con il Parlamento probabilmente una strutturazione di interventi di comunicazione massiccia verso gli italiani all’estero perché purtroppo ci rendiamo conto direttamente che spesso i tanti servizi che abbiamo a disposizione vengono poco conosciuti o sottoutilizzati per complicazioni che si sta cercando di risolvere grazie all’interazione con il Ministero dell’Innovazione della Pubblica amministrazione, anche per permettere ad esempio il single sign-on con applicativi come lo SPID, oppure con il “PagoPA” per poter avere un unico canale di pagamenti; un’operazione che stiamo cercando di concentrare nel breve tempo, ma che ha un ritardo di decenni e quindi crediamo che ora il tempo sia maturo per poter fare un lavoro serio da questo punto di vista e portare agli italiani che vivono all’estero un risultato immediato e tangibile, specie per quelli che vivono in territori enormi, come in Latin America, che chiaramente hanno maggiori difficoltà nella presenza fisica negli istituti consolari.

ANGELA SCHIRO’ (PD). Replica.

Grazie, signor sottosegretario, per le risposte. Io prendo atto dell’impegno con cui sono state affrontate alcune delle questioni poste. La ringrazio per la risposta piuttosto circostanziata a questioni di estrema delicatezza democratica e sociale, quali l’espressione appunto del voto sul referendum, l’efficienza dei servizi ai connazionali e il buon andamento della promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, anche se non posso tacere che rimangono alcune mie preoccupazioni.

Io sono molto favorevole veramente ad aumentare in maniera decisa il lavoro sugli italiani all’estero, nel senso non di vedere quello che si fa come una concessione, ma proprio come un riconoscimento di cittadinanza e anche come una consapevolezza del potenziale che c’è negli italiani all’estero per l’Italia. Siamo un Paese molto particolare per quanto riguarda l’emigrazione e spesso vediamo gli italiani all’estero soltanto con colori folcloristici; vediamo la pizzeria “Da Mario”, e via seguitando, però non ci rendiamo conto delle posizioni strategiche che si possono anche in un certo modo utilizzare per lavorare per il bene dell’Italia, per cui veramente serve un riconoscimento di cittadinanza; però, dall’altra parte, c’è anche un potenziale da riportare in Italia, perché la volontà degli italiani all’estero c’è. Io sono un esempio vivente anche del frutto dei corsi di italiano all’estero; sono nata e cresciuta all’estero e, se oggi sono qui, è grazie a questi corsi; se oggi sono qui è anche grazie a questa volontà di tornare alle radici e di fare il bene del Paese di origine dei miei genitori.

Questa sensazione che ho io è molto diffusa tra gli italiani all’estero, non solo tra quelli della generazione di mio nonno o di mio padre, che hanno affrontato un altro tipo di emigrazione, ma soprattutto oggi, tra la nuova emigrazione, che è molto eterogenea (non è vero che sono tutti cervelli in fuga e non è vero che sono tutte persone che non sanno come trovare lavoro, ma riguarda un pot-pourri di persone). Anche tra le seconde e terze generazioni c’è questa volontà di contribuire, per cui, se noi diamo la giusta attenzione, lo facciamo in primis per l’Italia, per il Paese Italia, perché c’è questo grande potenziale.

Per questo, io insisto sulla lingua, sulla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, e lavoriamo su questo – personalmente ho presentato anche vari interventi parlamentari – perché è molto importante.

Quest’anno scade questo fondo quadriennale e, se scade, veramente molte persone impegnate sul territorio, soprattutto i gestori degli enti, si troveranno in gravi difficoltà, come si sono trovati già durante i mesi più difficili della pandemia.

Questa espansione della pandemia ha reso tutto ancora più difficile e complesso di quanto lo fosse già prima per noi tutti, non soltanto per l’Italia, ma per chi vive all’estero: mio padre, per fare un esempio familiare, si trova adesso anche senza una carta d’identità attuale perché è difficile accedere, in un momento come questo, ma ciò è soltanto il risultato di problemi che già c’erano prima. Bene anche la carta d’identità elettronica: finalmente, perché sta diventando veramente una situazione molto difficile continuare ad avere una carta d’identità cartacea all’estero e semplici operazioni, come ad esempio fare un contratto di telefonia, diventano impossibili, per cui benissimo. Riguardo al passaporto, purtroppo, vi sono dei costi che alcune famiglie, anche numerose, non possono affrontare, soprattutto se non si muovono al di fuori dell’Unione europea, per cui bene su questo punto e continuiamo così.

La situazione ovviamente, a causa di questa pandemia, è ancora diventata più difficile, per questo dobbiamo adottare delle misure anche straordinarie, come abbiamo detto anche una campagna di informazione, perché, quando si parla di digitalizzazione, è giusto, noi dobbiamo andare in quella direzione, il territorio è sempre più ampio, gli spostamenti sono sempre più lontani, la mobilità c’è, però questa digitalizzazione deve essere accompagnata da una forte campagna informativa, per accompagnare anche coloro che non hanno ancora gli strumenti per accedere a questi portali.

Noi eletti all’estero avevamo avanzato anche delle proposte, a proposito di creare un portale unico per gli italiani all’estero, proprio come punto di riferimento dove trovare tutti gli altri siti che ci interessano. Per cui, io spero davvero – e ringrazio ancora per la risposta – che si sia compreso il carattere costruttivo delle mie sollecitazioni, che io e i colleghi che hanno firmato questa mia interpellanza, abbiamo voluto indirizzare al Governo.

Per quanto riguarda la scadenza elettorale, io voglio insistere nell’esercitare il massimo impegno affinché vi siano i tempi perché le buste votate riescano ad arrivare nei tempi prescritti e vi prego vivamente, se è possibile, di fare veramente, se necessario, un esame, Paese per Paese, in modo che vi sia ancora tempo per sollecitare o per fare interventi, anche di natura informativa, soprattutto mirati all’ordine del funzionamento dei servizi postali, che, come abbiamo sentito, in alcuni Paesi fanno fatica.

Concludo: sono ben consapevole dell’impegno che si è dimostrato in questi mesi nei consolati, di chi lavora nei consolati e richiamo l’attenzione del Governo sull’urgenza di ripristinare anche un’adeguata accessibilità dei consolati in presenza; già erano in sofferenza in passato – non è una novità – e oggi rischiano di diventare quasi inaccessibili in alcune realtà.

Naturalmente tutte le questioni che abbiamo adesso toccato sono di primaria importanza per noi cittadini iscritti all’AIRE, all’estero, che siamo ormai più di 6 milioni, e vi sarà sicuramente modo di tornare e lavorare insieme. Dunque, ringrazio nuovamente il sottosegretario e spero in un buon lavoro futuro.