Perchè votarmi

Ecco 5 buoni motivi per votarmi:

 

  1. Sono italiana ma sono nata in Germania. So cosa significa crescere con due lingue e con due culture. Conosco i problemi delle famiglie di italiani all’estero: le difficoltà nell’inserimento scolastico, la necessità di un serio sostegno linguistico, gli intoppi burocratici di chi, pur nato in un paese, non è automaticamente considerato cittadino.

Mi batterò per introdurre strumenti di sostegno sociale per i bambini di famiglie italiane che vivono all’estero, perché tutti siano nelle condizioni di inserirsi al meglio nella società.

 

  1. Sono cresciuta con due lingue: il tedesco, che ho imparato a scuola, e l’italiano, la lingua dei miei genitori, che ho potuto imparare anche grazie al preziosissimo supporto dei corsi di lingua e cultura offerti dagli enti gestori di ciascuna circoscrizione consolare.

Mi impegnerò per potenziare i corsi di lingua e cultura italiana per famiglie italiane all’estero: ne servono di più, su tutto il territorio, e devono essere più conosciuti.

 

  1. Vengo da una famiglia semplice. Il mio papà è venuto in Germania per lavorare in fabbrica, la mia mamma ha fatto la casalinga e si è occupata di me e dei miei fratelli. Sono orgogliosa di avere fatto l’università: i miei genitori sono emigrati tanti anni fa per garantire un futuro migliore ai loro figli. Ora insegno orgogliosamente italiano, spagnolo e educazione civica ai ragazzi tedeschi, in una scuola superiore.

Mi impegnerò per far crescere la rete di scuole bilingui in Europa, ma anche per portare in Italia la mia esperienza all’interno di un sistema scolastico diverso: l’educazione, e soprattutto l’educazione alla cittadinanza, deve essere al centro della nostra azione politica.

 

  1. Conosco da vicino, grazie al mio lavoro, i meccanismi di esclusione sociale di cui fanno le spese i bambini. Spesso, a scuola, i primi a rimanere indietro sono proprio i bambini stranieri. Per questo sono stata tra le fondatrici dell’associazione “Freedom skaters”, che porta avanti progetti di integrazione sociale per bambini e ragazzi, soprattutto migranti e rifugiati, attraverso lo sport.

Mi impegnerò per fare in modo che ciascun bambino si senta a casa nel posto in cui nasce e cresce, in Italia e in Europa. Nessun bambino si deve sentire straniero: mi impegnerò perché venga approvato lo Ius soli.

 

  1. Mi sento europea e condivido con i ragazzi della mia generazione la bellezza di un’Europa senza confini. Grazie al progetto Erasmus ho vissuto nella mia Italia e in Spagna. Credo fermamente che l’Unione Europea sia il nostro futuro e che dobbiamo prendercene cura.

Mi batterò perché l’Europa diventi davvero la nostra casa comune a partire da cose piccole: percorsi facilitati nel riconoscimento dei titoli di studio, semplificazioni burocratiche, accordi con altri paesi per sostenere gli italiani che emigrano e rischiano di essere sfruttati. Con un sogno nel cassetto: il passaporto europeo.