2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA

Oggi si celebra l’anniversario della nascita della nostra Repubblica.

Le particolari circostanze che stiamo attraversando hanno portato a sospendere le consuete celebrazioni pubbliche e ad optare per forme diverse, più personalizzate e più riflessive.
Il primo pensiero va alle tante vittime di questa terribile pandemia che ha colpito il nostro Paese.

In queste lunghissime settimane, segnate dalla separazione fisica, ci siamo ritrovati utilizzando altre modalità di comunicazione e di vicinanza. Non abbiamo smesso di lavorare e di ragionare insieme sul presente ma soprattutto sul futuro del nostro Paese. Personalmente mi ritrovo pienamente nell’idea che la crisi in atto possa costituire anche un’occasione per rilanciare lo spirito di solidarietà tra i popoli e gli Stati europei; che possa essere una sollecitazione a ricostruire un nuovo sistema di relazioni sociali, nonché una spinta per delineare una rinnovata visione dei compiti internazionali del nostro continente. I segnali che stanno venendo in questo senso sono promettenti.

Mi rafforza in questo orientamento il fatto di provenire, per radici familiari e formazione personale, da quella grande esperienza che è stata l’emigrazione di lavoro nello spazio europeo. Essa è stata storicamente una forza costruttrice del benessere di molti Paesi e della stessa unità tra i popoli e gli Stati; continua ad essere, nelle forme di mobilità che ha assunto oggi, la rete più diffusa e radicata su cui poggiano le speranze di un comune e solidale destino.

La nascita della nostra Repubblica fu anche patto democratico, riscatto e speranza di vita migliore.
Per noi, oggi, la responsabilità è quella di onorare i valori di quel patto che ispirarono la Costituzione, rinnovandoli nella pratica quotidiana secondo i principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia.

Viva la Repubblica italiana. Viva l’Italia.

Angela Schirò